Yolanda Zerboni

Dipingere il femminile come poesia e simbolo, questa è la via maestra dell’opera di Yolanda Zerboni, il che non vuol dire sovrapporre un paio di occhiali di leggera sdolcinatezza allo sguardo, ma semplicemente aggiungere un sorriso innato, anche se a volte amaro, all’osservazione cruda e realistica del presente della donna, espresso a volte in maniera fiabesca, altre simbolica, ma comunque mai negato nella sua cruda verità.

Nota biografica

Yolanda Zerboni nasce a Buenos Aires (Argentina) l’undici maggio del 1951.
All’età di dieci anni, nel 1961, si trasferisce con la sua famiglia a Roma dove intraprenderà studi artistici, diplomandosi presso l’Accademia di Belle Arti.
La sua passione per l’arte nasce precocemente, in tenera età, fin da quando impara a tenere una matita in mano e osservando il lavoro del padre.
Influenzata da artisti come Bruno Cassinari, Arnoldo Ciarrocchi e  Benicio Nunez, le sue opere sono pervase da una declinazione grafica onirica, capace di fermare i suoi soggetti nello spazio e nel tempo.
Il tempo di un artista, che cerca di trasferire su tela i ricordi visti con gli occhi di un bambino e, con forte spirito caustico, di risvegliare la coscienza di chi osserva.
Quella di Yolanda è dunque un’arte comunicativa, che cerca di sincerare le sue emozioni.
Dopo il diploma inizia velocemente la sua carriera, collaborando con diverse agenzie pubblicitarie italiane, argentine e sud africane. Realizza innumerevoli progetti e disegni per libri scolastici e riviste dedicate prevalentemente all’infanzia.
A partire dal 1972, Yolanda Zerboni comincia un’attività espositiva, che la porta a visitare paesi come l’Africa, la Francia e la Spagna.
Oggi le sue opere si trovano in diverse collezioni private e pubbliche tra cui il comune di Roma, città dove attualmente vive e lavora insegnando pittura.

Nota critica

Una cruda verità dove la donna viene raffigurata come oggetto, spesso umiliata, al fine di sincerare la prevaricazione dell’uomo sulla donna, all’interno di una società rigorosamente fallocratica.
Yolanda nella sua carriera ha padroneggiato tutte le tecniche piegandole al suo incantato e maturo stile espressivo. Bisogna dire che innanzitutto l’artista romana sa illustrare e possedere il colore. 
Insomma dà poesia alle forme, ma non solo, sa anche arricchirle, aggiungendo un suo stile narrativo e simbolico alle immagini, con una innata capacità di rappresentazione. 
La personalità di Yolanda Zerboni nasce da una indubbia padronanza della tecnica.
C’è molto oriente, nella sua visione. Lo dimostrano la sua padronanza della tecnica del batik e movenze e posture dei personaggi. Ma nel suo tratto c’è anche molta capacità grafica, quasi formale, come dimostra il disegno dei corpi, che prende forma essenzialmente dall’intreccio delle parti che li compongono. E in Yolanda Zerboni risiede una perfetta capacità di esprimere e sentirsi il colore di tinte che giocano con il tempo, capaci di portare il passato nella contemporaneità e viceversa, spostando ogni volta i piani di ciò che ti aspetti.
Insomma, Yolanda Zerboni è artista che sa esprimere e vestire con l’arte la nudità del presente fino a carpire la sua bellezza. L’incanto e il dramma sono le tinte che escono vive dalle sue opere, e che sanno fare di lei un’artista assolutamente completa.