Raffaele De Francesco

L’occhio fisso sulla tela. I sensi vengono travolti, fortemente stravolti. L’occhio non respira e incostantemente guarda la tela percependo la strozzante necessità, che l’uomo ha di esprimersi. (continua su Nota critica...)

Nota biografica

Raffaele De Francesco nasce a Gallarate, in provincia di Varese, nel 1960.
Si appassiona all’arte fin da bambino, ma il suo animo artistico spunto solo successivamente, in età adulta.
Tralascia infatti la passione per la pittura e si laurea in biologia. Dopo diversi anni come ricercatore, attività che lo porta a viaggiare tra gli Stati Uniti e la Germania, Raffaele torna in Italia, a Roma ed in fine a Milano, dove, nel 2008, il richiamo dell’arte bussa alla sua porta. Qui, infatti, Raffaele sente un impellente bisogno di tornare a dipingere e sperimentare. La ricerca, del resto, è insita in lui.
Influenzato da pittori come Jackson Pollock e in generale dagli espressionisti astratti americani, piuttosto che da Emilio Vedova, Toti Scialoja, Alberto Burri, tanto per citare alcuni fra gli informali italiani, Rafaele si approccia all’arte giocando e improvvisando forme e colori. L’istinto e non la ragione, lo guida e lo conduce nella sua creazione artistica.  Pur muovendosi nell’ action painting, un'azione artistica spontanea, non ideata né progettata, Raffaele, nel caos istintivo e multiforme, è tuttavia alla costante ricerca di un equilibrio e di una bellezza, che guida il suo istinto verso un’inclita grazia e armonia.

Attualmente Raffaele De Francesco vive e lavora a Milano.

Nota critica

(...da sommario) Guardando le tele di Raffaele De Francesco, infatti, si percepisce una furibonda concatenazione di gesti, che forti riflettono le insensatezze della nostra società.
Istinto o ragione? Le due cose si confondono eppure, l’uno comunica con l’altro. Una scia, che solitaria se ne va, nell’illusoria atmosfera di una città che sale, scompare e riappare. Tratti incisi, oppure sfumati. Decisi e mai incerti né imprecisi. Colori forti, accesi e contrastanti. Nell’opera di De Francesco c’è sentimento ed emozione. C’è una passione, che con velata sensualità, trasmette bellezza e un disincantato equilibrio.
E’ una scrittura automatica, una forma di mediazione e di strumento introspettivo, che diventa il cortocircuito tra l’essere dell’artista e la sua opera; una vertiginosa trascrizione, che tra assurdo e sublime, fa sì che il cuore, quello dello spettatore, beva lampi di colore. Blu e bianchi. Azzurri e ancora blu scuri. Neri e poi ancora bianchi e grigi e infiniti colori colati su tela con la tecnica del dripping. Ecco che si trova una dionisiaca ebbrezza nel suo mondo abitato da voci e da fantasmi. Una bellezza e una ricchezza del cuore che porta ad un’unica certezza; quella del tempo che come un lampo abbaglia, si consuma e se ne va.
Massimo Chisari