Navid-Ivan Sghirinzetti

Nei primi anni di Sghirinzetti, l’arte, la pittura, il disegno non si esprimono. Rimangono una intenzione nascosta, non compresa. Studia ragioneria e lontano dall’ambito artistico sono anche le professioni intraprese successivamente. (continua in testo critico).....

Nota biografica

Ivan Sghirinzetti nasce a Varese il primo gennaio del 1981. Passa l’infanzia e l’adolescenza sul Lago di Monate, raccogliendo le suggestioni del paesaggio romantico tanto raccontato da Piero Chiara. Nei primi anni di Sghirinzetti, l’arte, la pittura, il disegno non si esprimono. Rimangono una intenzione nascosta, non compresa. Studia ragioneria e lontano dall’ambito artistico sono anche le professioni intraprese successivamente. “Mi sono adattato un po’ a tutto”, spiega. L’amore per la pittura in Ivan nasce all’ improvviso. All’inizio è stato qualche disegno. Poi, nella mansarda dei genitori, ha iniziato con le prime tele. “Dipingere - testimonia - è stato anche un percorso che mi ha tenuto fuori da compagnie e pensieri sbagliati. Un cammino di crescita che in qualche modo mi ha salvato”. E’ appena un decennio, quello coperto dall’artista lombardo, ma dal primo quadro ad olio per lui  la pittura è diventata subito forte interesse. Poi amore profondo. I primi passi sono opere create anche su materiale raccolto al lavoro. Da pannelli e quadri che esprimevano più che altro il bisogno fisico di esprimersi. Successivamente a quelle prime forme di espressione, in Ivan è sorta la consapevolezza di voler “sapere” di più dell’arte. Sono seguiti approfondimenti su libri di storia, cataloghi, mostre, per scoprire le origini profonde della sua passione. Nell’ultimo decennio l’arte di Ivan Sghirinzetti si è sviluppata, riempiendo buona parte della sua vita. L’arte per Ivan è espressione, sentimento, un percorso interiore. Una produzione, la sua che vuole scioccare lo spettatore, inducendolo a delle reazioni    

Testo critico

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L’opera di Ivan Sghirinzetti, in arte Navid, manifesta una continua, incessante, lacerante e violenta ricerca di un altrove rispetto al conosciuto. I gesti di Sghirinzetti smembrano e smuovono la superficie della tela, scavando e lacerando il tangibile per andare a scoprire la conoscenza. I quadri di Navid non suggeriscono, bensì avvinghiano. Le opere non portano alla semplice lettura ma trascinano l’osservatore fin dentro lo scavo dell’artista, oltre la tela, a vedere di là. Quale dimensione, quale universo, quale senso, quale realtà. La figura, l’impressione, nel fare di Navid non è soggetto, il fulcro artistico è l’intervento distruttivo su una tela che si rivela materia, scavata per quanto l’umano riesca a scavare, nel tentativo di penetrare il mistero. Lo sfondo cromatico di Sghirinzetti comunque non è mai drammatico, a dire di una visione esistenziale remissiva, benevola. L’anima di Navid è una forma non dilaniata, un coacervo di segni alla ricerca di una comprensione. E’ come se il cercare fosse la vera essenza di un artista assolutamente consapevole dell’impossibilità di dare risposte al suo violento bisogno di trovare.  

 Claudio Calvi.