DàlPo [Claudio Dal Pozzo]

E’ impossibile definire in un unico flusso interpretativo l’arte di Claudio Dal Pozzo: la sua pittura sgorga da atti di creazione multiforme, quasi folli, frutto di una sensibilità e di una frenetica attività artistica che riesce ad impugnare tecnica e materia per modellarle secondo l’intuizione.(continua su Nota critica...)

Nota biografica

Claudio Dal Pozzo nasce a Verona il 12 maggio del 1967.
Di stampo umanistico, dopo gli studi classici del liceo, si laurea in giurisprudenza e management pubblico.
Fin dalla sua prima adolescenza si appassiona all’arte, intesa però più come arte della parola. Fin da sempre, infatti, scrive poesia e, a partire dai diciott’anni, recita in svariate compagnie teatrali veronesi.
Più recentemente, verso il finire del 2014, Claudio Dal Pozzo comincia a sperimentare un diverso linguaggio artistico inserendo su tela, ancora prima dei colori, materiali diversi. Il suo è fin da subito un approccio materico e astratto, capace di comunicare tutta la sua complessità, che tra pittura e scultura sincera un universo profondo e caotico dove forte e chiara è l’influenza di pittori come Pollock, Arman e Basquiat.
Un vero e proprio "mescolatore di parole, colori e materiali, che attraverso uno stile, a detta dell’artista, in continua evoluzione e che va via via personalizzandosi verso un proprio carattere, cerca di comunicare e di trasmettere l’energia dei pensieri, delle inquietudini e delle emozioni che lo avvolgono.
Claudio trova così nell'arte, un modo con cui comunicare se stesso e lo fa -citando le parole dell’artista stesso- “attraverso linguaggi e codici che possano essere colti anche da chi non mi ha conosciuto, non mi conosce o mai mi conoscerà di persona.” L’arte è un modo per scrivere il mio diario emozionale e permettermi di conoscermi sempre di più ad ogni ri-lettura.”

Attualmente Claudio Dal Pozzo vive e lavora a Verona ed è padre di tre figli, che sono i suoi principali critici.

Nota critica

(...da sommario) D’altra parte, quello dell’artista veronese è un estro che sarebbe sbagliato imbrigliare secondo logica, perché le sue sono opere che riescono a varcare con efficacia le barriere imposte da ogni stile, dal figurativo all’astratto, descrivendo i gesti di un’arte che si rappresenta ne’ inquadrata ne’ domata, solo profondamente condotta dall’estro del pittore.
Dalle opere di Claudio Dal Pozzo traspare il disequilibrio di un universo espressivo dove tecniche, tele, materiali e materie si intersecano e sovrappongono in un susseguirsi di esperienze, in una evoluzione dove il singolo quadro non è solo l’anello congiungente le tappe di un percorso, bensì un frutto artistico unico, perfettamente maturo e espresso.
L’artista veronese è di fatto un vero e proprio "mescolatore di parole, colori e materiali, elementi designatori di uno stile proteso nello sforzo di comunicare e di trasmettere l’energia  dei pensieri, delle inquietudini e delle emozioni che lo avvolgono. Ecco, energia è il tag giusto per inquadrare, in una approssimazione possibile, la mole creativa di Dal Pozzo. 
Nelle sue mani è quasi la materia a prendere il sopravvento, trovando il modo di rappresentare, nella forma che assume, le inquietudini dell’uomo artista. Così, è il creatore stesso a definire questo percorso, affermando che raramente quello che ha in mente all'inizio si concretizza ad opera finita. 
Spesso il risultato finale è una forma completamente diversa dalla scintilla originaria, ma “guardando poi la mia opera, mi rendo conto che è perfettamente aderente a quello che effettivamente volevo esprimere.”
Massimo Chisari.