Angela Ippolito

Cromatissimi segni personali, affusolati lunghi colli. La mente, che soavemente sconfina e sognatrice esce dalla tela.
L’arte di Angela Ippolito è dolce melodia, sensibilità alla stato puro, che ruggente espande un eco, che parla di amore e di struggente sofferenza.(continua su Nota critica...)

Nota biografica

Angela Ippolito nasce a Monopoli in provincia di Bari il 7 ottobre del 1955.
La sua è una passione che nasce fin dall’infanzia. Consigliata e incoraggiata sia dalla madre, che dalla scuola, Angela Ippolito si iscrive, ottenendo il diploma nel ’74, presso l’istituto d’arte di Monopoli, dove impara e abilmente acquisisce, le diverse tecniche che oggi padroneggia.
Quella di Angela è dunque una passione innata, ma solo a partire dal 1980, dopo la prematura scomparsa del padre, l’artista sente il bisogno d’arte come forma per esternare il suo turbamento interiore.
Quando all’età di 21 anni Angela si trasferisce a Luino, sul Lago Maggiore, presso l’abitazione della zia, comincia a lavorare come frontaliera in Svizzera.
La lontananza geografica dalle proprie radici, la lontananza fisica dai suoi affetti, forse, stravolgono un’altra parte di quel piccolo grande se, che caratterizza la sua personalità.
Dipingere diventa quindi un bisogno, un’esigenza liberatoria, che sincera il suo bisogno d’affetto.
In questo periodo Angela Ippolito comincia a ottenere i suoi primi grandi risultati: viene invitata, assieme ad altri tredici artisti, alla realizzazione di un quadro, La 5°stazione, rappresentante la Via Crucis e, successivamente, viene invitata dal comune di Marchirolo, nella realizzazione di un affresco, “Frontiere”  dalla grandezza di 1mx4,5. Un affresco sincero, al cuore severo, dove si palesa il sacrificio del frontaliere e del suo disagio nel sentirsi straniero.
Influenzata da pittori come Matisse, Modigliani e Kandinskij, l’arte dell’Ippolito è caratterizzata da uno stile fortemente personalizzato e caratterizzato.  Angela Ippolito la si può dunque definire un’artista versatile ed eclettica, che nel corso della sua sperimentazione, non solo ha saputo far uso di strumenti e tecniche diverse, ma soprattutto, ha saputo, ogni volta, regalare la sua anima, raccontando qualcosa di se.
Nel 2013, decisa ad accrescere la sua esperienza in ambito artistico, Angela decide di rimettersi in gioco iscrivendosi presso l’Accademia di Arte Terapia di Milano, dove si diploma con successo nel 2015.

Attualmente vive e lavora a Milano.

Nota critica

(...da sommario)  Dotata di un eclettismo multiforme, Angela Ippolito sa spaziare dalla tela alla ceramica e ancora, dalla ceramica a composizioni materiche fatte con la sola carta di giornali. Forme e colori sono solo apparenza, un’illusoria e ingannatrice sensazione, che l’arte sappia raccontare la verità.
Non è dunque verità oggettiva, ma verità soggettiva, ma sempre di essa si tratta; di una verità, che triste e solitaria, veritiera sconfina, nell’umano universo.
Se del resto, citando l’artista, "l’Arte è il collante visivo ed emotivo tra gli esseri umani, confermante che siamo tali”  i lavori della Ippolito riescono a comunicarci la sua parte più profonda, quella di una donna che sensibilmente parla dell’arduo rapporto tra gli esseri umani.
Intensi colori, tra sfondo e soggetto, sanno creare melodiosi contorni. I suoi tratti, decisi eppure irreali, fortemente sfumati e abilmente contrastati, danno forma a imprecise realtà; sagome stilizzate. Volti imprecisi e tuttavia espressivi, accostati a silhouette sospese nel tempo e nello spazio, con metafisico distacco, parlano al cuore e sussurrano alla mente. Sono figure, quelle dell’artista, che vivono di un sublime astrattismo figurato. Questo lo stile di Angela Ippolito, una piramide dechirichiana che cela al suo interno, la chiave sensibile attraverso cui scoprire il suo più intimo segreto: il ritratto di una donna, che forte, nell’arte ruggisce.

Massimo Chisari.